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lascia una traccia nella grande memoria collettiva

L’azione legale collettiva e la tutela dei diritti dei consumatori da pratiche commerciali scorrette e comportamenti anticoncorrenziali

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AZIONE LEGALE COLLETTIVA E LE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

Class Action contro le imprese private, che cos’è

Lo scorso 23 luglio 2009 il Governo ha tradotto in Legge (n.99/09, pubblicata sulla GU n. 176 del 31 luglio 2009 ) il DDL Sviluppo 1195-B, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.

L’articolo 49 della legge (vedi più avanti il testo) detta nuove disposizioni in materia di Class Action e sostituisce l’articolo 140-bis del Codice del Consumo.

 Chi la propone

L’azione legale può essere proposta con un atto di citazione al Tribunale competente dal singolo cittadino, da un’associazione o da un comitato. Se più soggetti presentano domande per gli stessi fatti, le procedure vengono riunite. Il nuovo emendamento toglie alle associazioni dei consumatori l’esclusiva nel promuovere l’azione, prevista invece nella prima versione della legge.

Per Consumatore si intende la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. Sono dunque esclusi dalla normativa i diritti delle persone giuridiche e dei professionisti

Quando si applica

Sono sostanzialmente tre i settori in cui può essere applicata la normativa italiana sulle azioni collettive:

1. Diritti generatisi a seguito di contratti stipulati con una impresa da una pluralità di consumatori che versano nei confronti dell’impresa in una situazione identica 
2. Prodotti di consumo difettosi: l’azione collettiva può essere proposta dai consumatori finali di un dato prodotto difettoso o pericoloso nei confronti del produttore. In questo caso, a differenza del precedente, non serve l’esistenza di un contratto tra le parti 
3. Pratiche commerciali scorrette: si potrà applicare la class action anche contro quelle imprese che adottano comportamenti anticoncorrenziali

La legge ha previsto la non retroattività delle azioni collettive; queste sono dunque applicabili solo per illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore della legge, ovvero successivamente alla data del 15 agosto 2009.

(fonte: http://www.communityclassaction.it/index.php?option=com_content&view=article&id=113&Itemid=118)

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Legge 23 luglio 2009, n. 99

“Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009 – Supplemento ordinario n. 136

(visualizza il testo sul sito del Parlamento Italiano)

 …

Art. 49.

(Modifica dell’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206)

1. L’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è sostituito dal seguente:

«Art. 140-bis. – (Azione di classe). – 1. I diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti di cui al comma 2 sono tutelabili anche attraverso l’azione di classe, secondo le previsioni del presente articolo. A tal fine ciascun componente della classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.

2. L’azione tutela:

a) i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresa in situazione identica, inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile;

b) i diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale;

c) i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

3. I consumatori e utenti che intendono avvalersi della tutela di cui al presente articolo aderiscono all’azione di classe, senza ministero di difensore. L’adesione comporta rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo, salvo quanto previsto dal comma 15. L’atto di adesione, contenente, oltre all’elezione di domicilio, l’indicazione degli elementi costitutivi del diritto fatto valere con la relativa documentazione probatoria, è depositato in cancelleria, anche tramite l’attore, nel termine di cui al comma 9, lettera b). Gli effetti sulla prescrizione ai sensi degli articoli 2943 e 2945 del codice civile decorrono dalla notificazione della domanda e, per coloro che hanno aderito successivamente, dal deposito dell’atto di adesione.

4. La domanda è proposta al tribunale ordinario avente sede nel capoluogo della regione in cui ha sede l’impresa, ma per la Valle d’Aosta è competente il tribunale di Torino, per il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia è competente il tribunale di Venezia, per le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Molise è competente il tribunale di Roma e per la Basilicata e la Calabria è competente il tribunale di Napoli. Il tribunale tratta la causa in composizione collegiale.

5. La domanda si propone con atto di citazione notificato anche all’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale adìto, il quale può intervenire limitatamente al giudizio di ammissibilità.

6. All’esito della prima udienza il tribunale decide con ordinanza sull’ammissibilità della domanda, ma può sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti ai fini del decidere è in corso un’istruttoria davanti a un’autorità indipendente ovvero un giudizio davanti al giudice amministrativo. La domanda è dichiarata inammissibile quando è manifestamente infondata, quando sussiste un conflitto di interessi ovvero quando il giudice non ravvisa l’identità dei diritti individuali tutelabili ai sensi del comma 2, nonchè quando il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l’interesse della classe.

7. L’ordinanza che decide sulla ammissibilità è reclamabile davanti alla corte d’appello nel termine perentorio di trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione se anteriore. Sul reclamo la corte d’appello decide con ordinanza in camera di consiglio non oltre quaranta giorni dal deposito del ricorso. Il reclamo dell’ordinanza ammissiva non sospende il procedimento davanti al tribunale.

8. Con l’ordinanza di inammissibilità, il giudice regola le spese, anche ai sensi dell’articolo 96 del codice di procedura civile, e ordina la più opportuna pubblicità a cura e spese del soccombente.

9. Con l’ordinanza con cui ammette l’azione il tribunale fissa termini e modalità della più opportuna pubblicità, ai fini della tempestiva adesione degli appartenenti alla classe. L’esecuzione della pubblicità è condizione di procedibilità della domanda. Con la stessa ordinanza il tribunale:

a) definisce i caratteri dei diritti individuali oggetto del giudizio, specificando i criteri in base ai quali i soggetti che chiedono di aderire sono inclusi nella classe o devono ritenersi esclusi dall’azione;

b) fissa un termine perentorio, non superiore a centoventi giorni dalla scadenza di quello per l’esecuzione della pubblicità, entro il quale gli atti di adesione, anche a mezzo dell’attore, sono depositati in cancelleria. Copia dell’ordinanza è trasmessa, a cura della cancelleria, al Ministero dello sviluppo economico che ne cura ulteriori forme di pubblicità, anche mediante la pubblicazione sul relativo sito internet.

10. È escluso l’intervento di terzi ai sensi dell’articolo 105 del codice di procedura civile.

11. Con l’ordinanza con cui ammette l’azione il tribunale determina altresì il corso della procedura assicurando, nel rispetto del contraddittorio, l’equa, efficace e sollecita gestione del processo. Con la stessa o con successiva ordinanza, modificabile o revocabile in ogni tempo, il tribunale prescrive le misure atte a evitare indebite ripetizioni o complicazioni nella presentazione di prove o argomenti; onera le parti della pubblicità ritenuta necessaria a tutela degli aderenti; regola nel modo che ritiene più opportuno l’istruzione probatoria e disciplina ogni altra questione di rito, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio.

12. Se accoglie la domanda, il tribunale pronuncia sentenza di condanna con cui liquida, ai sensi dell’articolo 1226 del codice civile, le somme definitive dovute a coloro che hanno aderito all’azione o stabilisce il criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme. In caso di accoglimento di un’azione di classe proposta nei confronti di gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, il tribunale tiene conto di quanto riconosciuto in favore degli utenti e dei consumatori danneggiati nelle relative carte dei servizi eventualmente emanate. La sentenza diviene esecutiva decorsi centottanta giorni dalla pubblicazione. I pagamenti delle somme dovute effettuati durante tale periodo sono esenti da ogni diritto e incremento, anche per gli accessori di legge maturati dopo la pubblicazione della sentenza.

13. La corte d’appello, richiesta dei provvedimenti di cui all’articolo 283 del codice di procedura civile, tiene altresì conto dell’entità complessiva della somma gravante sul debitore, del numero dei creditori, nonchè delle connesse difficoltà di ripetizione in caso di accoglimento del gravame. La corte può comunque disporre che, fino al passaggio in giudicato della sentenza, la somma complessivamente dovuta dal debitore sia depositata e resti vincolata nelle forme ritenute più opportune.

14. La sentenza che definisce il giudizio fa stato anche nei confronti degli aderenti. È fatta salva l’azione individuale dei soggetti che non aderiscono all’azione collettiva. Non sono proponibili ulteriori azioni di classe per i medesimi fatti e nei confronti della stessa impresa dopo la scadenza del termine per l’adesione assegnato dal giudice ai sensi del comma 9. Quelle proposte entro detto termine sono riunite d’ufficio se pendenti davanti allo stesso tribunale; altrimenti il giudice successivamente adìto ordina la cancellazione della causa dal ruolo, assegnando un termine perentorio non superiore a sessanta giorni per la riassunzione davanti al primo giudice.

15. Le rinunce e le transazioni intervenute tra le parti non pregiudicano i diritti degli aderenti che non vi hanno espressamente consentito. Gli stessi diritti sono fatti salvi anche nei casi di estinzione del giudizio o di chiusura anticipata del processo».

2. Le disposizioni dell’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applicano agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

Written by Bartleby

31 agosto 2010 at 13:12

Polizia Postale: recapiti e informazioni utili

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La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.

Gli uffici sono dotati di indirizzi e-mail ai quali è possibile chiedere informazioni o inviare segnalazioni di violazione di norme penali nei settori della specialità.

Il principale sforzo operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza.

A questo indirizzo trovate i numeri di tutti i compartimenti: http://poliziadistato.it/pds/file/files/uffici_mail_postale_6_2008.pdf 

 

Compartimento Polizia Postale Lazio

Roma Viale Trastevere, 191
00100 (ROMA – RM)
telefono centralino: 06/5813608
telefono: 065813429
telefono: 065814225
Indirizzo email: poltel.rm@poliziadistato.it

Frosinone Via Vado del Tufo 67/A
telefoni: 0775/218532 – 218533 | fax: 0775/218534
email:
poltel.fr@poliziadistato.it

Latina P.le dei Bonificatori 8
telefoni: 0773/449210 – 449211 – 449212 – 449213 – 449214 |  fax: 0773449219 
email: poltel.la@poliziadistato.it 
 
 Viterbo Via Ascenzi 9
telefoni: 0761/335458 – 335561 | fax: 0761335499
email: poltel.vt@poliziadistato.it
 
 

Written by Bartleby

30 agosto 2010 at 10:08

Fac simile denuncia per truffa per acquisto on-line, presentabile ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza

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Esistono centinaia di ottimi commercianti che ogni giorno operano sul mercato con precisione e professionalità, mettendocela davvero tutta per ottenere la soddisfazione del cliente e quindi la sua fiducia.

Ma ogni tanto può accadere di trovarsi di fronte a situazioni spiacevoli, ritardi intollerabili, comunicazioni imprecise o addirittura comportamenti fuori legge. Nel caso ci si rendesse conto di essere stati raggirati da una azienda che vende on-line articoli di qualunque genere, un modo per difendersi e far valere i propri diritti è quello di denunciare il fatto alle autorità competenti, ovvero ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza. 

Purtroppo una buona parte delle persone, non possedendo competenze specifiche e esperienza in materia legale, trova difficoltà a redigere da zero un documento simile; e sa bene che rivolgersi a un buon avvocato – sebbene sia sempre la soluzione più saggia e sicura – ha un costo che in alcuni casi potrebbe superare l’importo per il quale crediamo di essere stati raggirati.

In questo caso potrebbe essere utile avere davanti a sè un modello, da personalizzare con i propri dati e i fatti specifici accaduti: eventuali errori o inesattezze – anche di forma – potranno essere discusse con i verbalizzanti al momento dell’esposizione dei fatti, perfezionando quindi il documento prima di essere depositato. Speriamo non averne bisogno mai, ovviamente.

Vi invito a considerare tutte le forze dell’ordine come organi pubblici al nostro servizio, il cui scopo è quello di far rispettare sempre la Legge e raccogliere da parte dei cittadini qualunque notizia o sospetto di infrazione della stessa.

Di seguito, a titolo di esempio, il modello di una denuncia che ha come oggetto l’acquisto on-line con pagamento anticipato di un articolo che si credeva disponibile presso il venditore al momento dell’acquisto; il venditore a distanza di una decina di giorni – e dietro sollecito dello spazientito cliente – comunicava che l’articolo presentava un problema di reperibilità e proponeva lui – per più di una volta – una nuova data per la consegna dello stesso, molto in avanti nel tempo; in alternativa, proponeva al cliente il recesso dell’ordine e quindi il rimborso.

Nel frattempo però l’articolo in questione era ancora disponibile all’acquisto sul sito web del venditore, il quale approfittava della buona fede dell’acquirente e si faceva forte del pagamento anticipato di questi per prendere tempo e ritardare anche il rimborso, che non avveniva entro i termini previsti dalla legge.

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DENUNCIANTE: nome e cognome

Il sottoscritto [nome e cognome], nato a [luogo e data di nascita] e residente a [comune di residenza], in via [………..], codice fiscale [xxxxxxxxxxxxxxx]

DENUNCIA

La società [xxxxxxxxxxxx], con sede legale in via [xxxxxxxxxxxx] e con sede operativa in via[xxxxxxxxxxxx], partita IVA [xxxxxxxxxxxx] per non aver eseguito il rimborso di euro [xxxxxxxxxxxx] nei tempi previsti dal contratto di acquisto (giorni 30), a seguito della mancata consegna e quindi del recesso comunicato dall’acquirente al venditore in data [xxxxxxxxxxxx] a mezzo posta elettronica, acquistato on-line sul sito [xxxxxxxxxxxx] e pagato il giorno stesso dell’acquisto a mezzo bonifico/carta credito, avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx].

DESCRIZIONE DEI FATTI

Il giorno [xxxxxxxxxxxx] acquistavo sul sito web [xxxxxxxxxxxx] l’articolo [xxxxxxxxxxxx], per un valore di euro [xxxxxxxxxxxx]. Pagavo immediatamente, a mezzo carta di credito/bonifico. Al momento dell’acquisto, il tempo di consegna indicato era di[xx] giorni lavorativi, come per molte altre cose in vendita sul sito, e un led verde a fianco dell’articolo lasciava chiaramente intendere che l’oggetto era disponibile immediatamente o che comunque non presentava problemi di disponibilità.
Per la spedizione, sceglievo di ricevere l’articolo a mezzo [xxxxxxxxxxxx]. Il giorno [xxxxxxxxxxxx], a [xx] giorni dall’ordine – senza aver avuto ancora nessuna notizia da parte del venditore relativa a problemi di reperibilità dell’articolo da me acquistato – pensavo bene di inviare una comunicazione a mezzo email per sapere a che punto fosse la lavorazione dell’ordine.

Di seguito, ottenevo questa risposta, che cito integralmente:

Citare la comunicazione email

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxx

Dopo alcuni giorni, controllando lo stato dell’ordine sul sito, verificavo che la spedizione era stata finalmente prevista per il giorno [xxxx]. Quel giorno, un lunedì, non arrivava nessun corriere a consegnarmi l’articolo. Rassegnato, attendevo ancora altri [xx] giorni; quindi inviavo una nuova email di sollecito per avere almeno una nuova, indicativa data di consegna.

In data [xxxx] inviavo un nuovo sollecito, sempre a mezzo posta elettronica, dove chiedevo una data certa per la consegna dell’oggetto da me acquistato in data [xxxx].

Ricevevo questa risposta:

[esempio di comunicazione email che propone il recesso e quindi il rimborso]

Gentile Cliente,
Ci dispiace informarvi che [xxxxxxxx].
Le comunichiamo che la consegna è prevista entro il [xxxxx] come indicazione da parte del nostro fornitore principale. Se fosse invece intenzionato a disdire l’ordine può mandare tranquillamente una e-mail al nostro staff del recesso all’indirizzo [xxxxxxxxxxxx]
Rimaniamo a vostra completa disposizione.

Il venditore mi proponeva una nuova data di consegna, in data [xxxx]. Considerando che il mio acquisto era avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx], il ritardo complessivo ammontava a circa [xxxx]. In alternativa, mi veniva proposto di chiedere il rimborso, che avrebbe richiesto una attesa massima di giorni 30.

Il Codice del Consumo, infatti, all’articolo 67 (ulteriori obbligazioni delle parti), infatti recita:

4.Se il diritto di recesso e’ esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista e’ tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e’ venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=56)

Il venditore quindi, invitandomi a chiedere il rimborso e non offrendomelo invece a titolo di risarcimento per tutto il disagio arrecatomi, approfittava del più lungo tempo di attesa previsto per legge; sarebbe stato chiaramente opportuno da parte del venditore – che era nel difetto di non possedere l’articolo vendutomi come disponibile – offrire egli stesso il rimborso. Così facendo, il venditore guadagnava ancora 15 giorni di tempo per effettuare il rimborso. Nel caso infatti fosse stato il venditore a proporre il rimborso, i giorni di attesa massima si sarebbero infatti per legge ridotti a 15.

A questo punto, venendo meno da parte mia il rapporto di fiducia con il venditore, decidevo di ufficializzare la richiesta di rimborso con una lettera di messa in mora, spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E IN OGNI CASO INGANNEVOLI

Il sottoscritto ravvisa la presenza di pratiche commerciali scorrette e in ogni caso ingannevoli da parte del venditore. Esiste infatti corrispondenza tra quello che afferma l’articolo 23 del Codice del Consumo e il modus operandi del venditore in oggetto.

L’articolo in questione vieta espressamente di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di articoli che non si possiedono al momento e che comunque presentano una certa difficoltà di approvvigionamento, per indurre il cliente all’acquisto approfittando della sua buonafede.

Il Codice del Consumo, nel Capo II, Pratiche commerciali scorrette, alla sezione I, paragrafo e, recita: 

Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli Articolo 23:

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

a) OMISSIS

b) OMISSIS

c) OMISSIS

e) invitare all’acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l’esistenza di ragionevoli motivi che il professionista puo’ avere per ritenere che non sara’ in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantita’ ragionevoli in rapporto al prodotto, all’entita’ della pubblicita’ fatta del prodotto e al prezzo offerti;

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=55)

Ad avvalorare la tesi della pratica commerciale scorretta utilizzata con frequenza ci sono le tantissime testimonianze di altri clienti, che su numerosi “blog” o “forum di discussione” lamentano gli stessi problemi da me riscontrati col venditore in questione. Non è affatto difficile trovarne su internet, digitando su un qualunque motore di ricerca il nome del venditore come parola chiave.

Inoltre, a ulteriore riprova della malafede del venditore, c’è il fatto che l’articolo in questione, dal giorno dell’acquisto a tutt’oggi, risulta DISPONIBILE per l’acquisto on-line alle stesse condizioni che in forma privata sono state negate.

PER TUTTO QUANTO SOPRA DESCRITTO IL SOTTOSCRITTO

ritiene di essere stato vittima di un raggiro da parte dei responsabili della società xxxxxxxxxxx e chiede che venga instaurato un procedimento penale onde ottenere la loro punizione secondo i termini di Legge nei confronti delle persone che si ritenessero responsabili dei fatti. Chiede inoltre il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei fatti esposti.

[opzionale] Alla presente si allega la lettera di messa in mora spedita con raccomandata A/R indirizzata alla società xxxxxxxxx recante data xxxxx e ricevuta dal signor xxxxxxxxxxx in data xxxxxxxxxx. Si allegano inoltre copie delle comunicazioni email intercorse tra le parti dall’inizio del contratto di acquisto a oggi, dalle quali si evince la conferma di avvenuto pagamento dell’articolo acquistato e i solleciti inviati per la mancata ricezione dello stesso da parte dell’acquirente.

Luogo e Data                                                                                                            In fede [nome e cognome]

Written by Bartleby

27 agosto 2010 at 10:40

GRANBAZAAR.IT: ANCORA NESSUN RIMBORSO DOPO 30 GIORNI. DALLA DELUSIONE ALLA TRUFFA?

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granbazaar.itAggiornamento del 21 agosto. Sono passati ormai 30 giorni dal 21 luglio, giorno in cui chiedevo (e mi veniva confermato) il rimborso per l’ordine mai evaso (vedi post precedenti) da Granbazaar.it. Non una email, non una telefonata: nessuna comunicazione e, neanche a dirlo, nessuna traccia dei miei soldi. 

Questa storia è assurda, e puzza di truffa sistematica. Continuo a girare per la rete, per cercare altre testimonianze di persone che come me si sono ritrovate in questa situazione: non sono l’unico. Seguendo il consiglio ricevuto dall’ADUC (associazione diritti utenti e consumatori), presenterò una istanza al Giudice di Pace, non appena l’ufficio riaprirà. Ora è chiuso per ferie.

Secondo voi sono stato sfortunato? Oppure ho incontrato dei furbi? Di seguito alcuni links che riportano a pagine e discussioni su Granbazaar.it, per fare qualche esempio:

http://www.ciao.it/Granbazaar__Opinione_1214324

http://www.ciao.it/Granbazaar__Opinione_1205533

http://www.kelkoo.it/mp-9514223-granbazaar/mr_1

http://www.ioconsumattore.it/?p=101

http://www.zmphoto.it/forum/viewtopic.php?t=36859

http://www.dooyoo.it/on-line-shopping/granbazaar-it/608236/

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100506110544AAj2y0M

http://forums.ebay.it/thread.jspa?messageID=501068066&tstart=0

http://195.190.64.231/on-line-shopping/granbazaar-it/602647/

http://it-arti.confusenet.com/showthread.php?t=352762

http://www.aicel.it/forum/showthread.php?t=27869

http://cicciove.spaces.live.com/blog/cns!6E08A1D1681B4C12!614.entry

Chiudo questa (rapida) carrellata con la domanda di “Sandro” (http://www.hilpers.it/1452960-acquisti-su-granbazaar-it), che chiede: “qualcuno di voi ha mai acquistato online su questo sito (www.granbazaar.it, NDR)??
ero interessato a un loro prodotto, ma alcune cose non mi convincono molto.

SANDRO MIO…TI VOGLIO BENE. SPERO TU ABBIA L’ABITUDINE DI DOCUMENTARTI PRIMA DI FARE ACQUISTI ON-LINE…

Nuovi aggiornamenti quanto prima…

Written by Bartleby

21 agosto 2010 at 19:07

GRANBAZAAR.IT: L’odissea per ottenere indetro I MIEI SOLDI continua

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Aggiornamento del 14 agosto 2010. L’odissea per ottenere indetro I MIEI SOLDI continua.

granbazaar.itSono passati ormai due mesi e una settimana buona (68 giorni sessantotto) da quando ho avuto la sciagurata idea di acquistare un obiettivo fotografico da Granbazaar.it
Il 21 luglio
(leggi qua la storia dall’inizio) davo loro comunicazione di voler rescindere dal contratto di acquisto chiedendo il rimborso, visto che le previsioni di consegna dello stesso erano sempre più vaghe e inattendibili; prontamente (ma allora le leggono le email! rispondono solo a quelle che dicono loro però!) ho ottenuto conferma dell’operazione. Il 21 agosto scadranno i 30 giorni (SE LI PRENDONO TUTTI, SI SCUSANO A PAROLE MA NON TI RIMBORSANO UN GIORNO PRIMA DI QUANDO POSSONO NEMMENO PER SOGNO) previsti dal loro contratto di acquisto per la restituzione dei soldi al cliente.

Io per tutelarmi li ho comunque messi in mora per iscritto con una raccomandata. Dopo quanto accaduto trovo legittimo dubitare della buonafede di questi signori che dispongono dei MIEI SOLDI da mesi (sessantotto giorni) e che non hanno nessuna fretta di restituirmeli. Dal 21 agosto, se non riceverò loro notizie, potrò rivolgermi al giudice di pace per far valere i miei diritti, così come mi ha consigliato l’ADUC, l’associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori.

Continuerò a aggiornare queste pagine fino alla fine di questa vicenda, descrivendo in maniera chiara e precisa quanto sta accadendo a me per aiutare chiunque altro si trovi impigliato suo malgrado in una situazione simile, e aiutarlo a valutare se sia il caso, per risparmiare qualche decina di euro, di correre il rischio non solo di non ottenere l’oggetto del proprio acquisto, ma addirittura di vedersi sottrarre i propri soldi per mesi senza poter fare nulla.

GRANBAZAAR.IT: SECONDO ROUND. IL RIMBORSO

with 40 comments

…questa è la seconda parte del mio racconto. Clicca qui per leggere la prima parte

granbazaar.it

GRANBAZAAR.IT: 45 GIORNI DI ATTESA AND COUNTING

21 Luglio 2010, ore 15:00: a mese e mezzo dall’acquisto del mio obiettivo fotografico da Granbazaar.it e dopo svariati tentativi telefonici e epistolari per  sapere che fine avessero fatto i miei soldi, ricevo questa email, che copio e incollo qua:

Gentile Cliente
Ci dispiace informarvi che al momento della vostra richiesta di ordine il/i prodotto/i, come da nostra comunicazione,
risultavano essere disponibili presso il nostro fornitore.
Al momento stesso della richiesta, il prodotto purtroppo risultava in approvvigionamento.
In questi giorni l’uffico acquisti ha provato a receperire l’articolo presso altri fornitori, ma senza risultati positivi.

Le comunichiamo che la consegna è prevista entro il 13 Agosto come indicazione da parte del nostro fornitore principale.

Se fosse invece intenzionato a disdire l’ordine può mandare tranquillamente una e-mail al nostro staff del recesso
all’indirizzo
recesso@granbazaar.it

Rimaniamo a vostra completa disposizione

Federico
Gestione Ordini

Granbazaar srl – E-commerce
Sede legale: Via monte parioli 6, 00197 Roma
Sede operativa: Via di Portonaccio 106, 00159 Roma
Tel 06.96.52.17.00

Mi propongono una nuova data di consegna, il 13 Agosto. Considerando che il mio acquisto è avvenuto il 6 Giugno, parliamo di due mesi e una settimana di ritardo, circa 70 giorni. A questo punto, chiaramente, sia la mia pazienza che la mia fiducia sono terminate. E se anche fosse: chi può credere alla storia di un corriere che in Italia bussa alla tua porta due giorni prima di ferragosto? Liberissimi di farlo, ci mancherebbe, ma a me manca questo slancio di cieco ottimismo, quindi decido di tirare il freno.

PRIMO ABUSO

OCCHIO AL RIMBORSO.
SONO NECESSARI 15 o 30 GIORNI A SECONDA SE A CHIEDERLO E’ IL VENDITORE O IL CLIENTE.
(è l’ennesima fregatura, impunito guizzo di sfacciataggine)

In alternativa, posso chiedere il rimborso: infatti mi invitano a farlo. E’ già, perchè come descritto nel contratto, se sono loro a chiederlo per indisponibilità della merce, sono obbligati a restituirmi i soldi entro 15 giorni. Se invece sono io a chiederlo, i tempi si allungano a 30 giorni, come se in qualche modo la colpa di quanto accaduto fosse ascrivibile al cliente.

Il codice del consumo (http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=56) all’articolo 67 (ulteriori obbligazioni delle parti), infatti recita:

4. Se il diritto di recesso e’ esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista e’ tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e’ venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

Chiaro no? GRANBAZAAR ovviamente si scusa (non costa nulla) a parole, ma lascia al cliente l’iniziativa di chiedere il rimborso.

Così facendo, GRANBAZAAR guadagna ancora 15 giorni di tempo per effettuare il rimborso.

IN PRATICA, HO PRESTATO 330 EURO A GRANBAZAAR.IT PER OLTRE DUE MESI A TASSO ZERO.

A questo punto della storia però ho preso una decisione: annusando la malafede, ho deciso di corredare la mia richiesta di rimborso con la messa in mora.

LA MESSA IN MORA

L’articolo 1219 del codice civile sancisce il diritto del creditore di mettere in mora il debitore per mezzo di una comunicazione scritta fatta pervenire a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La messa in mora e’ una procedura per intimare ufficialmente alla controparte (che non rispetta il contratto) un determinato adempimento. E’ importante ricordare che la controparte e’ il soggetto col quale si e’ concluso il contratto, quindi occorre non farsi rimandare ad altri soggetti.

Di seguito il fac-simile per la sua compilazione:

Mittente: Dati personali, indirizzo, numero di telefono
Spett: VENDITORE (Specificare ragione sociale, indirizzo completo)

Città e data

Oggetto: Richiesta pagamenti dovuti per ogg. N. acquistato il xxxx su ebay. It presso nick venditore….E MAI SPEDITO E messa in mora.

Egr. Venditore,
con la presente, io sottoscritto XXXXXXXXX, cod. fisc. XXXXXXXX, richiede
l’immediato pagamento di quanto dovutomi a seguito dell’acquisto di (ripetere contenuto scritto in oggetto) xxxxxxxxxxxxx effettuato in data xxxxxxxxxxxx con bonifico o altroxxxxxx.
Tale importo ammonta ed euro xxxxxx (cifra in lettere)
La presente vale altresì quale messa in mora del debitore ai sensi degli art. 1219 e seguenti del codice civile.

Non ricevendo il pagamento e vostra risposta entro 10 gg. dal ricevimento della presente alle coordinate sotto riportate, mi vedro’ costretto a rivolgermi alle autorita’ competenti al fine di poter risolvere questa posizione che e’ rimasta invariata ormai da un un mese, nonostante ripetute mie richieste e nonostante promesse telefoniche opportunamente registrate, da parte vostra mai mantenute.

Pagamento da effettuarsi con Bonifico alle seguenti coordinate:

VOSTRA BANCA (ACQUIRENTE)
C/C xxxxxx intestato a xxxxxxxxxxxxx
ABI xxxxxxxx
CAB xxxxxxxx

Oppure tramite assegno bancario o circolare non trasferibile o vaglia non trasferibile intestato a xxxxxxxxxxxx + vostro recapito indirizzo!
Si allega alla presente copia del pagamento effettuato (potete anche non allegare nulla!!!)

Nella speranza di una vostra pronta risposta, si porgono i piu’ Cordiali

Saluti.
In fede.
(nome acquirente e firma)


GRANBAZAAR mi ha già scritto (via email) confermandomi di aver accettato la mia richiesta di rimborso. Io però la raccomandata l’ho scritta lo stesso, l’ho firmata e l’ho spedita, con ricevuta di ritorno. Se dovessero passare più di 30 giorni -non si sa mai – saprò di essere nel diritto di rivolgermi ai carabinieri per sporgere querela. E l’ho fatto anche perchè, durante le ricerche di questi giorni, ho letto in molti forum che tanta gente ha atteso ben più di un mese per riavere i soldi da GRANBAZAAR.IT.

Ma, ovviamente, non posso accertare la verità di tutto quello che leggo in giro per la rete; posso però facilmente dedurre una cosa: non sono l’unico a aver subito questo trattamento da questi signori, anzi. Il sospetto è che questo loro modo di agire sia una pratica frequente per approfittare di vantaggi economici sia in termini di aumento delle vendite (nella migliore delle ipotesi, quando cioè queste vanno a buon fine) che di gestione di una liquidità extra (quando invece il cliente non ha pazienza e chiede il rimborso, nel caso peggiore).

SECONDO ABUSO

In pratica loro mettono in vendita articoli che non possiedono fisicamente nel loro magazzino, ma che possono reperire da venditori internazionali a prezzi molto bassi, trovandosi però spesso a dover fare i conti con tutta una serie di incognite: problemi di trasporto, ritardi nelle spedizioni, blocchi doganali e quant’altro possa rendere complicata una transazione internazionale.

Ovviamente tutti questi rischi se li assume in teoria chi gestisce questo genere di attività; in pratica però è sempre il cliente finale, che non è assolutamente in grado di valutare tutte queste problematiche perchè semplicemente non ne è al corrente, a subirne le conseguenze.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE (E IN OGNI CASO INGANNEVOLI)
COSA DICE IL CODICE DEL CONSUMO?

Insomma, possibile che si debba cadere in queste trappole senza avere la possibilità di difendersi? Possibile che GRANBAZAAR.IT possa continuare a vendere impunemente cose che non ha, ingannando il cliente con finte disponibilità salvo poi scusarsi a parole e, nel caso di rimborso, godere comunque di un prestito a zero spese da parte del malcapitato cliente?

Vediamo cosa dice al riguardo il Codice del Consumo, nel Capo II, Pratiche commerciali scorrette, alla sezione I, paragrafo e.
(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=55)

Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli

Articolo 23:

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

a)……..

b)…….

c)………

e) invitare all’acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l’esistenza di ragionevoli motivi che il professionista puo’ avere per ritenere che non sara’ in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantita’ ragionevoli in rapporto al prodotto, all’entita’ della pubblicita’ fatta del prodotto e al prezzo offerti;

Esiste una buona corrispondenza tra quello che afferma questo comma dell’articolo 23 del Codice del Consumo e il modus operandi di venditori come GRANBAZAAR. L’articolo vieta espressamente di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di cose che non si possiedono e che comunque presentano una certa difficoltà di approvvigionamento per indurre il cliente all’acquisto.

QUINDI A QUESTO PUNTO LA DOMANDA E’: QUELLA CHE E’ CAPITATA A ME E’ STATA SOLO UNA COMPRAVENDITA SFORTUNATA O E’ LA CONSEGUENZA DI UNA PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA?

GRANBAZAAR.IT

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granbazaar.it

Granbazaar (www.granbazaar.it) è una azienda a responsabilità limitata che vende on-line materiale elettronico e informatico a prezzi convenienti. Ha sede legale a Roma in via Monte Parioli e sede operativa in via di Portonaccio 106. Ha anche un punto vendita al dettaglio in via Taranto 192/A, sempre nella capitale.

Nella pagina “Chi Siamo” del loro sito web si descrivono come un negozio on-line dai prezzi competitivi e con una grande attenzione alla soddisfazione del cliente nel servizio di post-vendita.
Rispondiamo a tutte le email entro massimo 6 ore lavorative” è la scritta che compare – in grande, sulla destra – nel layout di ogni pagina del sito.

LA MIA ESPERIENZA CON LORO

Sono diventato utente registrato del sito granbazaar.it nel dicembre 2009, per acquistare un obiettivo fotografico. Ho pagato di persona, anticipatamente, in contanti.  Al momento dell’acquisto, i tempi di consegna indicavano 5-10 giorni lavorativiHo potuto ritirare a mano il mio acquisto dopo circa 20 giorni. Un ritardo ancora accettabile che però, stando alle stime di consegna, dovrebbe essere una eccezione.

Il 6 giugno di questo anno acquisto un nuovo obiettivo fotografico, per un valore di 330 euro. Pago immediatamente, con carta di credito. Al momento dell’acquisto, il tempo di consegna indicato era di 5-10 giorni lavorativi, come per molte altre cose in vendita sul sito, e un led verde lasciava chiaramente intendere che l’oggetto era disponibile in magazzino o che comunque non presentava problemi di disponibilità. Per la spedizione, scelgo il corriere.

Il 21 giugno, a quindici giorni dall’ordine, ho pensato bene di inviare loro una email per sapere a che punto fosse la spedizione. Dopo qualche ora ho ottenuto questa risposta, che cito integralmente:

Gentile Cliente,
a causa di un ritardo nelle consegne abbiamo posticipato l’evasione del
suo ordine.
Per avere informazioni sulla data controlli lo storico ordine.
Ci scusiamo per il disagio
Cordiali Saluti
Staff GranBazaar srl

Federico, Gestione Ordini

Fin qua tutto ok. Una email impersonale, con buona probabilità copia-incollata da un’altra identica, spedita a qualcun altro prima di me chissà quante altre volte. Mi accontento del “risponditore automatico” e aspetto. Passano altri giorni, controllo lo stato dell’ordine sul sito e vedo che la spedizione è  stata finalmente prevista per il 5 di Luglio, a un mese esatto dal pagamento. Arriva il giorno, un lunedì, e non arriva nulla. Rassegnato, attendo ancora, altri 5 giorni; il venerdì successivo invio una nuova email di sollecito, per avere almeno una nuova, indicativa data di consegna.
Stavolta nessuna risposta. Forse sto iniziando a essere petulante, ho pensato.

Inizio a preoccuparmi. Ho anticipato 330 euro, e in un mese e dieci giorni non ho ricevuto che una email di poche righe, contenente scuse. E – cosa odiosa – solo dietro mia richiesta.

Il numero telefonico 06.96.52.17.00 è un muro invalicabile. Ho chiamato decine di volte, ho ascoltato il motivo musicale fino alla nausea ma non ho mai avuto modo di parlare con nessun operatore. Inizio anzi a dubitare che sia davvero reale, e che dietro la musica non ci sia proprio nessuno. Spero di essere prima o poi smentito.

Oggi è 12 Luglio. Sul sito, il mio ordine è immobile. La data di consegna prevista è ancora il 5 Luglio, forse dell’anno prossimo. Ho inviato una nuova email di sollecito, e sto aspettando risposta.

Non trovo assolutamente corretto – in fase di acquisto – indicare una data di consegna appetitosa per aumentare le vendite, per poi trincerarsi dietro al silenzio per oltre un mese, coi soldi del cliente in tasca.

Ho provato a cercare “granbazaar” su Google, per verificare se qualcos’altro fosse stato scritto in merito. Ho pensato: se è successo a me per la prima volta non troverò nulla; altrimenti, se qualcun altro ha provato la mia stessa brutta esperienza, con buona probabilità mi avrà preceduto scrivendo su qualche forum o blog.
Sul sito www.ciao.it trovate centinaia di pareri in merito. Ho trovato alcuni clienti soddisfatti e altri molto insoddisfatti. Parecchi erano decisamente arrabbiati.

Il mio rammarico è stato di non aver letto prima le decine di lamentele di clienti delusi e frustrati; avrei risparmiato tempo e fatica.

CONCLUSIONI

Non acquisterò più da Granbazaar.it
I prezzi sono quasi sempre convenienti, ma i tempi di consegna sono una roulette russa ea meno che non si sia disposti a aspettare IN SILENZIO e PER UN TEMPO INDEFINITO i propri acquisti, conviene spendere qualche euro in più in negozi più seri che tengono maggiormente alla soddisfazione del cliente e alla loro reputazione.
Inoltre – come dimostra il mio caso – offrono un servizio clienti di post-vendita assolutamente inconsistente, trincerati nel silenzio più assoluto e ignorando le richieste di informazioni sullo stato dell’ordine.

Aggiornerò questo post prima possibile, quando riceverò nuove comunicazioni da parte loro o addirittura (ADDIRITTURA) l’oggetto che ho acquistato. Per adesso Granbazaar.it è una delusione: spero non si tramuti addirittura in una fregatura.
(12 Luglio 2010)

AGGIORNAMENTI

21 Luglio: sono passati altri dieci giorni, nessun contatto.  A oggi siamo a un mese e mezzo dal mio acquisto. Ho appena inviato l’ennesimo sollecito, chiedendo una data certa per la consegna. Un miraggio. Se non mi risponderanno chiederò il rimborso (che richiederà altri 30 giorni di attesa).

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