La Rete ti dice chi sei

lascia una traccia nella grande memoria collettiva

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Granbazaar.it: causa penale collettiva per truffa

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granbazaar.itricevo e sottoscrivo:

abbiamo iniziato la procedura per intraprendere una causa penale collettiva alla quale si può partecipare da tutto il territorio nazionale senza recarsi a Roma. La causa prevede una denuncia per truffa.

Per avere le istruzioni si prega di scrivere al nostro indirizzo di posta elettronica info@tredicesimoinsieme.org, o in alternativa, per chi dispone di un account Facebook, chiedere l’iscrizione a questo gruppo: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_195322617168924

Grazie

http://www.tredicesimoinsieme.org/?p=104

Written by Bartleby

20 marzo 2011 at 22:32

Pubblicato su fregature

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Granbazaar.it su Striscia la Notizia

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granbazaar.it

Per chi l’avesse perso, segnalo il video del servizio di Striscia la Notizia su Granbazaar.it, andato in onda sabato 18 Dicembre.

L’inviato Jimmy Ghione, raccogliendo le centinaia di segnalazioni pervenute in redazione, è andato prima nel “punto vendita” e poi dall’avvocato che rappresenta Granbazaar, apparso piuttosto a disagio di fronte alle telecamere.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_12_ghio18.flv

Nel frattempo, il gruppo su facebook che riunisce i turlupinati di questo “negozio” on-line è arrivato a 200 persone. (http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=101341279924791&v=wall)

Da qualche giorno è attivo anche un forum dove è possibile comunicare direttamente, scambiare pareri e consigli ed organizzare eventuali azioni comuni.

Per accedere e registrarsi: http://granbazaar.is-very-bad.org/bbpress/

Staremo a vedere se l’intervento di Striscia la Notizia avrà qualche effetto sulla condotta commerciale di questo scorretto venditore. Ghione è stato piuttosto tenero, almeno per quanto riguarda questa prima visita…

Ricordo anche che per quanto riguarda le frodi telematiche è possibile chiedere aiuto al Gat.

Gli uomini del GAT – NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE – costituiscono il reparto specialistico della Guardia di Finanza deputato al monitoraggio della rete Internet per prevenire, ricercare e perseguire gli illeciti di tipo economico finanziario.

GAT – Nucleo Speciale Frodi Telematiche –
tel. 06/22938926 – fax. 06/22938915 – email: sos@gat.gdf.it

http://www.gat.gdf.it/sito_php/index.php

…ma c’è ancora un’altra notizia che interesserà senz’altro i lettori di questo blog:

PROCEDIMENTO LEGALE PROMOSSO DALL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI IRPINIA

La sede irpina dell’Unione Nazionale Consumatori, attraverso i suoi legali, ha da alcuni giorni avviato dei procedimenti civili nei confronti del sito di commercio online Gran Bazaar. “Il sito infatti – fa sapere l’Avv. Fabiola De Stefano, delegato UNC – da lungo tempo continua a ricevere ordinazioni e pagamenti per l’acquisto di merce di alta tecnologia (e quindi di costi altrettanto sostenuti) senza, tuttavia, spedire i prodotti ordinati e pagati in anticipo dagli acquirenti”.

Il caso ha assunto una dimensione nazionale, basti pensare che ieri sera se n’è occupata la trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”. Ecco il link al video: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_12_ghio18.flv.

La sede irpina dell’Unione Nazionale Consumatori è gratuitamente a disposizione di tutti coloro che volessero intraprendere azioni giudiziarie nei confronti del sito Gran Bazaar, per informazioni ci si può rivolgere alla delegazione di Altavilla Irpina alla via Montevergine, 39 oppure tramite la pagina web http://www.studiolegaledesia.com/consumatori.htm.

fonte: http://www.irpiniaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=57658&Itemid=3

Written by Bartleby

19 dicembre 2010 at 21:54

un acquisto lungo tre mesi. 42 giorni per riavere i soldi. Il sistema “Granbazaar”: come ti organizzo l’ecommerce all’italiana

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granbazaar.it

Aggiornamento sulla vicenda Granbazaar (www.granbazaar.it)

(per comprendere la storia leggi tutto dall’inizio)

6 giugno – 2 settembre: una parabola di 3 mesi per riavere i miei soldi, tra disperate richieste di informazioni via email, inutili e costose attese al telefono, promesse di consegna non mantenute, la messa in mora e una denuncia per truffa alla Guardia di Finanza.

IL TUTTO CON I  SOLDI DEL CLIENTE IN TASCA.

2 settembre 2010: ho finalmente ricevuto il rimborso. A tre mesi dall’acquisto e dopo 42 giorni dalla mia richiesta di rimborso (per legge il rimborso doveva avvenire al più presto e comunque non oltre i 30 giorni) Granbazaar.it ha riaccreditato i soldi sulla mia carta di credito, dopo avermi chiesto diverse volte i dati per effettuare un bonifico bancario (boh???). Tre mesi. Un tempo lunghissimo. E dire che io ho pagato con un semplice click. Una volta sono addirittura riuscito a parlare col mitico Federico “gestione ordini”! quasi non volevo crederci!

E NEL FRATTEMPO L’ARTICOLO DA ME ACQUISTATO – CHE PER ME NON ERA DISPONIBILE – E’ SEMPRE STATO IN VENDITA SUL SITO. DISPONIBILITA’ 5-10 GIORNI!

QUANTI ALTRI CI SARANNO CASCATI?

QUANTI ALTRI HANNO PAGATO IN ANTICIPO?

NON E’ UNA TRUFFA QUESTA?

IL CODICE DEL CONSUMO LA CHIAMA PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA.

l’articolo 23 del codice del consumo vieta in maniera esplicita e inequivocabile di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di beni che non si possiedono in quel dato momento e che comunque presentano una conosciuta difficoltà di approvvigionamento per indurre il cliente più facilmente all’acquisto.

GIA’ SOLO SCRIVENDO LA PAROLA “GRANBAZAAR”, GOOGLE PROPONE LA RICERCA COMBINATA CON LA PAROLA “TRUFFA”

Questi furbi non hanno considerato che la rete sbugiarda tutti prima o poi.  avete mai provato a scrivere la parola GRANBAZAAR  su Google per vedere cosa esce fuori? avete idea di quanta gente incazzata c’è in giro per la rete??

Il giorno 2 settembre 2010 ho ricevuto da Granbazaar la seguente comunicazione:

Gentile cliente,

abbiamo provveduto ad evadere la sua pratica di rimborso. L’esborso sarà disponibile direttamente sulla carta di credito da lei utilizzata per il pagamento dell’ordine. La disponibilità economica è contestuale allo storno , ma potrà visualizzarlo solo nel proprio estratto conto del mese successivo. Le tempistiche di verifica sono indipendenti dalla Granbazaar srl e da imputare esclusivamente alle banche.

Cordiali saluti.

Cordiali Saluti
www.granbazaar.it

Già…cordiali saluti.

Intanto Granbazaar continua con le sua condotta scorretta, lascia che i clienti abbocchino ai prezzi bassi, intasca i loro soldi in anticipo e poi…e poi?

E poi se ci riescono ti mandano quello che hai acquistato. Altrimenti ti metti in coda, aspetti qualche mese che ti restituiscano i soldi CHE GLI HAI PRESTATO, CON I QUALI HANNO FATTO UN GRANDE ORDINE A UN BUON PREZZO DA QUALCHE VENDITORE ESTERO PER SODDISFARE I CLIENTI PIU’ FORTUNATI DI TE.

HAI PRESTATO I TUOI SOLDI A GRANBAZAAR A TASSO ZERO PER UN PAIO DI MESI, FORSE TRE. IN FONDO E’ BRAVA GENTE: ALLA FINE TI RIMBORSANO, DOPO CHE HANNO SISTEMATO I LORO AFFARI.

gentile cliente…cordiali saluti.

E ci vediamo presto. Magari in tribunale.

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AGGIORNAMENTO: è nato un nuovo muro del pianto dei turlupinati da Granbazaar.it

E’ on-line all’indirizzo: http://granbazaar.is-very-bad.org

Raccoglie un numero sempre crescente di adesioni da parte di clienti FURIBONDI, che espongono i fatti loro accaduti e cercano consigli su come difendersi dai nostri ormai celeberrimi venditori.

In questo blog e su questo nuovo sito trovate tutte le informazioni per tutelare i vostri diritti di consumatori.

E se avete letto questo blog fino a queste ultime righe, significa che ne avete bisogno.

Written by Bartleby

17 settembre 2010 at 16:56

Polizia Postale: recapiti e informazioni utili

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La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.

Gli uffici sono dotati di indirizzi e-mail ai quali è possibile chiedere informazioni o inviare segnalazioni di violazione di norme penali nei settori della specialità.

Il principale sforzo operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza.

A questo indirizzo trovate i numeri di tutti i compartimenti: http://poliziadistato.it/pds/file/files/uffici_mail_postale_6_2008.pdf 

 

Compartimento Polizia Postale Lazio

Roma Viale Trastevere, 191
00100 (ROMA – RM)
telefono centralino: 06/5813608
telefono: 065813429
telefono: 065814225
Indirizzo email: poltel.rm@poliziadistato.it

Frosinone Via Vado del Tufo 67/A
telefoni: 0775/218532 – 218533 | fax: 0775/218534
email:
poltel.fr@poliziadistato.it

Latina P.le dei Bonificatori 8
telefoni: 0773/449210 – 449211 – 449212 – 449213 – 449214 |  fax: 0773449219 
email: poltel.la@poliziadistato.it 
 
 Viterbo Via Ascenzi 9
telefoni: 0761/335458 – 335561 | fax: 0761335499
email: poltel.vt@poliziadistato.it
 
 

Written by Bartleby

30 agosto 2010 at 10:08

Fac simile denuncia per truffa per acquisto on-line, presentabile ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza

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Esistono centinaia di ottimi commercianti che ogni giorno operano sul mercato con precisione e professionalità, mettendocela davvero tutta per ottenere la soddisfazione del cliente e quindi la sua fiducia.

Ma ogni tanto può accadere di trovarsi di fronte a situazioni spiacevoli, ritardi intollerabili, comunicazioni imprecise o addirittura comportamenti fuori legge. Nel caso ci si rendesse conto di essere stati raggirati da una azienda che vende on-line articoli di qualunque genere, un modo per difendersi e far valere i propri diritti è quello di denunciare il fatto alle autorità competenti, ovvero ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza. 

Purtroppo una buona parte delle persone, non possedendo competenze specifiche e esperienza in materia legale, trova difficoltà a redigere da zero un documento simile; e sa bene che rivolgersi a un buon avvocato – sebbene sia sempre la soluzione più saggia e sicura – ha un costo che in alcuni casi potrebbe superare l’importo per il quale crediamo di essere stati raggirati.

In questo caso potrebbe essere utile avere davanti a sè un modello, da personalizzare con i propri dati e i fatti specifici accaduti: eventuali errori o inesattezze – anche di forma – potranno essere discusse con i verbalizzanti al momento dell’esposizione dei fatti, perfezionando quindi il documento prima di essere depositato. Speriamo non averne bisogno mai, ovviamente.

Vi invito a considerare tutte le forze dell’ordine come organi pubblici al nostro servizio, il cui scopo è quello di far rispettare sempre la Legge e raccogliere da parte dei cittadini qualunque notizia o sospetto di infrazione della stessa.

Di seguito, a titolo di esempio, il modello di una denuncia che ha come oggetto l’acquisto on-line con pagamento anticipato di un articolo che si credeva disponibile presso il venditore al momento dell’acquisto; il venditore a distanza di una decina di giorni – e dietro sollecito dello spazientito cliente – comunicava che l’articolo presentava un problema di reperibilità e proponeva lui – per più di una volta – una nuova data per la consegna dello stesso, molto in avanti nel tempo; in alternativa, proponeva al cliente il recesso dell’ordine e quindi il rimborso.

Nel frattempo però l’articolo in questione era ancora disponibile all’acquisto sul sito web del venditore, il quale approfittava della buona fede dell’acquirente e si faceva forte del pagamento anticipato di questi per prendere tempo e ritardare anche il rimborso, che non avveniva entro i termini previsti dalla legge.

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DENUNCIANTE: nome e cognome

Il sottoscritto [nome e cognome], nato a [luogo e data di nascita] e residente a [comune di residenza], in via [………..], codice fiscale [xxxxxxxxxxxxxxx]

DENUNCIA

La società [xxxxxxxxxxxx], con sede legale in via [xxxxxxxxxxxx] e con sede operativa in via[xxxxxxxxxxxx], partita IVA [xxxxxxxxxxxx] per non aver eseguito il rimborso di euro [xxxxxxxxxxxx] nei tempi previsti dal contratto di acquisto (giorni 30), a seguito della mancata consegna e quindi del recesso comunicato dall’acquirente al venditore in data [xxxxxxxxxxxx] a mezzo posta elettronica, acquistato on-line sul sito [xxxxxxxxxxxx] e pagato il giorno stesso dell’acquisto a mezzo bonifico/carta credito, avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx].

DESCRIZIONE DEI FATTI

Il giorno [xxxxxxxxxxxx] acquistavo sul sito web [xxxxxxxxxxxx] l’articolo [xxxxxxxxxxxx], per un valore di euro [xxxxxxxxxxxx]. Pagavo immediatamente, a mezzo carta di credito/bonifico. Al momento dell’acquisto, il tempo di consegna indicato era di[xx] giorni lavorativi, come per molte altre cose in vendita sul sito, e un led verde a fianco dell’articolo lasciava chiaramente intendere che l’oggetto era disponibile immediatamente o che comunque non presentava problemi di disponibilità.
Per la spedizione, sceglievo di ricevere l’articolo a mezzo [xxxxxxxxxxxx]. Il giorno [xxxxxxxxxxxx], a [xx] giorni dall’ordine – senza aver avuto ancora nessuna notizia da parte del venditore relativa a problemi di reperibilità dell’articolo da me acquistato – pensavo bene di inviare una comunicazione a mezzo email per sapere a che punto fosse la lavorazione dell’ordine.

Di seguito, ottenevo questa risposta, che cito integralmente:

Citare la comunicazione email

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxx

Dopo alcuni giorni, controllando lo stato dell’ordine sul sito, verificavo che la spedizione era stata finalmente prevista per il giorno [xxxx]. Quel giorno, un lunedì, non arrivava nessun corriere a consegnarmi l’articolo. Rassegnato, attendevo ancora altri [xx] giorni; quindi inviavo una nuova email di sollecito per avere almeno una nuova, indicativa data di consegna.

In data [xxxx] inviavo un nuovo sollecito, sempre a mezzo posta elettronica, dove chiedevo una data certa per la consegna dell’oggetto da me acquistato in data [xxxx].

Ricevevo questa risposta:

[esempio di comunicazione email che propone il recesso e quindi il rimborso]

Gentile Cliente,
Ci dispiace informarvi che [xxxxxxxx].
Le comunichiamo che la consegna è prevista entro il [xxxxx] come indicazione da parte del nostro fornitore principale. Se fosse invece intenzionato a disdire l’ordine può mandare tranquillamente una e-mail al nostro staff del recesso all’indirizzo [xxxxxxxxxxxx]
Rimaniamo a vostra completa disposizione.

Il venditore mi proponeva una nuova data di consegna, in data [xxxx]. Considerando che il mio acquisto era avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx], il ritardo complessivo ammontava a circa [xxxx]. In alternativa, mi veniva proposto di chiedere il rimborso, che avrebbe richiesto una attesa massima di giorni 30.

Il Codice del Consumo, infatti, all’articolo 67 (ulteriori obbligazioni delle parti), infatti recita:

4.Se il diritto di recesso e’ esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista e’ tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e’ venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=56)

Il venditore quindi, invitandomi a chiedere il rimborso e non offrendomelo invece a titolo di risarcimento per tutto il disagio arrecatomi, approfittava del più lungo tempo di attesa previsto per legge; sarebbe stato chiaramente opportuno da parte del venditore – che era nel difetto di non possedere l’articolo vendutomi come disponibile – offrire egli stesso il rimborso. Così facendo, il venditore guadagnava ancora 15 giorni di tempo per effettuare il rimborso. Nel caso infatti fosse stato il venditore a proporre il rimborso, i giorni di attesa massima si sarebbero infatti per legge ridotti a 15.

A questo punto, venendo meno da parte mia il rapporto di fiducia con il venditore, decidevo di ufficializzare la richiesta di rimborso con una lettera di messa in mora, spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E IN OGNI CASO INGANNEVOLI

Il sottoscritto ravvisa la presenza di pratiche commerciali scorrette e in ogni caso ingannevoli da parte del venditore. Esiste infatti corrispondenza tra quello che afferma l’articolo 23 del Codice del Consumo e il modus operandi del venditore in oggetto.

L’articolo in questione vieta espressamente di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di articoli che non si possiedono al momento e che comunque presentano una certa difficoltà di approvvigionamento, per indurre il cliente all’acquisto approfittando della sua buonafede.

Il Codice del Consumo, nel Capo II, Pratiche commerciali scorrette, alla sezione I, paragrafo e, recita: 

Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli Articolo 23:

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

a) OMISSIS

b) OMISSIS

c) OMISSIS

e) invitare all’acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l’esistenza di ragionevoli motivi che il professionista puo’ avere per ritenere che non sara’ in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantita’ ragionevoli in rapporto al prodotto, all’entita’ della pubblicita’ fatta del prodotto e al prezzo offerti;

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=55)

Ad avvalorare la tesi della pratica commerciale scorretta utilizzata con frequenza ci sono le tantissime testimonianze di altri clienti, che su numerosi “blog” o “forum di discussione” lamentano gli stessi problemi da me riscontrati col venditore in questione. Non è affatto difficile trovarne su internet, digitando su un qualunque motore di ricerca il nome del venditore come parola chiave.

Inoltre, a ulteriore riprova della malafede del venditore, c’è il fatto che l’articolo in questione, dal giorno dell’acquisto a tutt’oggi, risulta DISPONIBILE per l’acquisto on-line alle stesse condizioni che in forma privata sono state negate.

PER TUTTO QUANTO SOPRA DESCRITTO IL SOTTOSCRITTO

ritiene di essere stato vittima di un raggiro da parte dei responsabili della società xxxxxxxxxxx e chiede che venga instaurato un procedimento penale onde ottenere la loro punizione secondo i termini di Legge nei confronti delle persone che si ritenessero responsabili dei fatti. Chiede inoltre il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei fatti esposti.

[opzionale] Alla presente si allega la lettera di messa in mora spedita con raccomandata A/R indirizzata alla società xxxxxxxxx recante data xxxxx e ricevuta dal signor xxxxxxxxxxx in data xxxxxxxxxx. Si allegano inoltre copie delle comunicazioni email intercorse tra le parti dall’inizio del contratto di acquisto a oggi, dalle quali si evince la conferma di avvenuto pagamento dell’articolo acquistato e i solleciti inviati per la mancata ricezione dello stesso da parte dell’acquirente.

Luogo e Data                                                                                                            In fede [nome e cognome]

Written by Bartleby

27 agosto 2010 at 10:40

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