La Rete ti dice chi sei

lascia una traccia nella grande memoria collettiva

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Granbazaar.it su Striscia la Notizia

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granbazaar.it

Per chi l’avesse perso, segnalo il video del servizio di Striscia la Notizia su Granbazaar.it, andato in onda sabato 18 Dicembre.

L’inviato Jimmy Ghione, raccogliendo le centinaia di segnalazioni pervenute in redazione, è andato prima nel “punto vendita” e poi dall’avvocato che rappresenta Granbazaar, apparso piuttosto a disagio di fronte alle telecamere.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_12_ghio18.flv

Nel frattempo, il gruppo su facebook che riunisce i turlupinati di questo “negozio” on-line è arrivato a 200 persone. (http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=101341279924791&v=wall)

Da qualche giorno è attivo anche un forum dove è possibile comunicare direttamente, scambiare pareri e consigli ed organizzare eventuali azioni comuni.

Per accedere e registrarsi: http://granbazaar.is-very-bad.org/bbpress/

Staremo a vedere se l’intervento di Striscia la Notizia avrà qualche effetto sulla condotta commerciale di questo scorretto venditore. Ghione è stato piuttosto tenero, almeno per quanto riguarda questa prima visita…

Ricordo anche che per quanto riguarda le frodi telematiche è possibile chiedere aiuto al Gat.

Gli uomini del GAT – NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE – costituiscono il reparto specialistico della Guardia di Finanza deputato al monitoraggio della rete Internet per prevenire, ricercare e perseguire gli illeciti di tipo economico finanziario.

GAT – Nucleo Speciale Frodi Telematiche –
tel. 06/22938926 – fax. 06/22938915 – email: sos@gat.gdf.it

http://www.gat.gdf.it/sito_php/index.php

…ma c’è ancora un’altra notizia che interesserà senz’altro i lettori di questo blog:

PROCEDIMENTO LEGALE PROMOSSO DALL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI IRPINIA

La sede irpina dell’Unione Nazionale Consumatori, attraverso i suoi legali, ha da alcuni giorni avviato dei procedimenti civili nei confronti del sito di commercio online Gran Bazaar. “Il sito infatti – fa sapere l’Avv. Fabiola De Stefano, delegato UNC – da lungo tempo continua a ricevere ordinazioni e pagamenti per l’acquisto di merce di alta tecnologia (e quindi di costi altrettanto sostenuti) senza, tuttavia, spedire i prodotti ordinati e pagati in anticipo dagli acquirenti”.

Il caso ha assunto una dimensione nazionale, basti pensare che ieri sera se n’è occupata la trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”. Ecco il link al video: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_12_ghio18.flv.

La sede irpina dell’Unione Nazionale Consumatori è gratuitamente a disposizione di tutti coloro che volessero intraprendere azioni giudiziarie nei confronti del sito Gran Bazaar, per informazioni ci si può rivolgere alla delegazione di Altavilla Irpina alla via Montevergine, 39 oppure tramite la pagina web http://www.studiolegaledesia.com/consumatori.htm.

fonte: http://www.irpiniaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=57658&Itemid=3

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Written by Bartleby

19 dicembre 2010 at 21:54

Granbazaar.it finisce pure sul giornale, in un articolo che parla di truffe on-line

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questo articolo è un aggiornamento alla vicenda Granbazaar.it Puoi leggere da qui la storia dell’inizio oppure puoi leggere uno tra gli ultimi aggiornamenti.

Su questo blog trovi anche un fac-simile per la lettera di messa in mora e un fac-simile di denuncia per truffa.

In questo altro articolo invece il fac-simile della denuncia da presentare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il numero verde da chiamare per segnalare il proprio problema (Antitrust)

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granbazaar.itNon mi ha per nulla sorpreso trovare lo sfogo dell’ennesimo turlupinato da Granbazaar.it (http://www.granbazaar.it) sul giornale Vero (disponibile nella versione on-line all’indirizzo http://www.verointernet.it/), in un articolo che ha come tema le truffe e le disavventure con gli acquisti on-line.

Da mesi questo blog segnala la condotta scorretta di questo venditore che attira i clienti con prezzi allettanti, incassa il pagamento anticipato e poi in tantissimi casi non consegna, inducendo il cliente a chiedere il rimborso che avviene solo dopo mesi. La scusa è l’improvvisa indisponibilità dell’articolo, che però guarda caso nel negozio on-line continua a essere disponibile per l’acquisto e con consegna solitamente in 5-10 giorni.

Un bel modo per raccogliere denaro facilmente, fare cassa e finanziare gli ordini di acquisto che invece vanno a buon fine. Dopo centinaia di segnalazioni, denunce alla Polizia Postale, alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri ora anche qualche giornalista inizia a occuparsi di questo caso. Di seguito la scansione dell’articolo, datato Novembre 2010 e firmato da Ilaria Silvuni (fare click sulla miniatura per ingrandire)

 

E, ovviamente, non poteva mancare un gruppo su Facebook, composto dai tanti clienti furiosi: è visibile a questo indirizzo: http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=101341279924791

Chiedere l’aiuto della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust)

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(questo post è l’aggiornamento a questo articolo: leggi la storia dell’inizio, oppure leggi questo più recente)

Come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato può aiutare il consumatore a difendersi dalle pratiche commerciali scorrette.

Viene definita scorretta la pratica commerciale che è “contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori” (art. 20, comma 2, del Codice del consumo).

Vengono poi distinti due tipi di pratiche commerciali scorrette. Da un lato, vi sono le “pratiche ingannevoli”, che possono consistere di “azioni ingannevoli” o di “omissioni ingannevoli”. Azioni od omissioni sono considerate ingannevoli nella misura in cui inducono il consumatore medio ad assumere decisioni che altrimenti non avrebbe preso. Dall’altro lato, vi sono le “pratiche aggressive”, intese come quelle che inducono il consumatore medio ad assumere decisioni di natura commerciale che diversamente non avrebbe assunto mediante molestie, coercizione o altre forme di indebito condizionamento.

La nuova disciplina, inoltre, individua specificamente una serie di pratiche ingannevoli e di pratiche aggressive che sono considerate tali di per sé, senza il bisogno di dimostrare la loro idoneità a falsare le scelte del consumatore. (tratto dal sito http://www.agcm.it/)

granbazaar.itDa mesi questo blog segnala (leggi) il comportamento scorretto da parte del venditore Granbazaar.it (http://www.granbazaar.it), denunciandone la condotta commerciale scorretta. La società Granbazaar s.r.l. nonostante le centinaia di segnalazioni alle autorità competenti continua imperterrita a proporre articoli a prezzi allettanti, esponendo una consegna che solitamente (attenzione!!) avviene in 5-10 giorni.

L’esperienza reale ci dice invece che in rete esiste un esercito di CLIENTI FURIOSI che dopo aver pagato anticipatamente rimangono impigliati in una serie di mancate consegne, promesse non mantenute e email di scuse.

E’ POSSIBILE DIFENDERSI!

Difenderi è possibile, anche attraverso la segnalazione al numero verde 800.166.661

Il numero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 14:00

Di seguito la risposta del Garante della Concorrenza e del Mercato alla segnalazione di uno dei tanti malcapitati clienti di Granbazaar.it:

A partire da lunedì 12 novembre 2007, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha attivato uno speciale numero verde gratuito (800166661) per i consumatori che volessero segnalare presunti casi di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e occulta. A queste segnalazioni, laddove si riscontrassero profili effettivamente rilevanti ai sensi della normativa vigente, faranno seguito specifici approfondimenti istruttori da parte degli uffici del Garante. Il call center, attivo in fase sperimentale dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 14, dipende dalla Direzione Generale Tutela del Consumatore e sarà in contatto con la Direzione Relazioni Esterne e la Segreteria di Gabinetto dell’Autorità. Il nuovo servizio rientra nelle iniziative adottate dall’Antitrust a seguito dell’entrata in vigore dei due decreti legislativi che ne hanno ampliato competenze e poteri in materia di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette (tra le principali novità, la possibilità di aprire un’istruttoria d’ufficio, il rafforzamento dei poteri ispettivi anche con l’ausilio della Guardia di Finanza e l’aumento delle sanzioni, il cui tetto massimo è passato da 100.000 a 500.000 euro).

Oltre al numero verde, utile per far sentire la propria voce, segnalare il proprio problema e riceve consigli utili, è possibile anche mettere per iscritto la propria denuncia.

Scarica il modello di segnalazione in materia di tutela del consumatore e di pubblicità ingannevole e comparativa: puoi scaricare il modello qui o direttamente dal sito http://www.agcm.it/

Una volta compilato, puoi inviare la denuncia per posta o fax a:

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Piazza Verdi, 6/a
00198 Roma
tel. 06858211 – fax 0685821256

I poteri dell’Autorita

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in base alla nuova disciplina, può, sia per le pratiche commerciali scorrette che per la pubblicità ingannevole e comparativa, avviare i procedimenti anche d’ufficio, ossia senza attendere segnalazioni esterne. Ha poteri investigativi, che comprendono la possibilità di accedere a qualsiasi documento pertinente, di richiedere a chiunque informazioni e documenti pertinenti con la facoltà di sanzionare l’eventuale rifiuto o la trasmissione di informazioni e documenti non veritieri, di effettuare ispezioni, di avvalersi della Guardia di finanza, di disporre perizie.

Una volta accertata la violazione l’Autorità può inibirne la continuazione, disporre la pubblicazione di dichiarazioni rettificative a spese dell’impresa responsabile e irrogare una sanzione pecuniaria che va da 5.000 a 500.000 euro. Se la pratica riguarda prodotti pericolosi o può minacciare, anche indirettamente, la sicurezza di bambini o adolescenti la sanzione minima è di 50.000 euro. In caso di inottemperanza ai provvedimenti dell’Autorità la sanzione va dai 10.000 ai 150.000 euro.

E’ previsto l’istituto degli impegni: ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e gravità, l’Autorità potrà rinunciare all’accertamento dell’infrazione se l’impresa si impegna a eliminare i profili di illegittimità rilevati nella pratica commerciale.

Fac simile denuncia per truffa per acquisto on-line, presentabile ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza

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Esistono centinaia di ottimi commercianti che ogni giorno operano sul mercato con precisione e professionalità, mettendocela davvero tutta per ottenere la soddisfazione del cliente e quindi la sua fiducia.

Ma ogni tanto può accadere di trovarsi di fronte a situazioni spiacevoli, ritardi intollerabili, comunicazioni imprecise o addirittura comportamenti fuori legge. Nel caso ci si rendesse conto di essere stati raggirati da una azienda che vende on-line articoli di qualunque genere, un modo per difendersi e far valere i propri diritti è quello di denunciare il fatto alle autorità competenti, ovvero ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza. 

Purtroppo una buona parte delle persone, non possedendo competenze specifiche e esperienza in materia legale, trova difficoltà a redigere da zero un documento simile; e sa bene che rivolgersi a un buon avvocato – sebbene sia sempre la soluzione più saggia e sicura – ha un costo che in alcuni casi potrebbe superare l’importo per il quale crediamo di essere stati raggirati.

In questo caso potrebbe essere utile avere davanti a sè un modello, da personalizzare con i propri dati e i fatti specifici accaduti: eventuali errori o inesattezze – anche di forma – potranno essere discusse con i verbalizzanti al momento dell’esposizione dei fatti, perfezionando quindi il documento prima di essere depositato. Speriamo non averne bisogno mai, ovviamente.

Vi invito a considerare tutte le forze dell’ordine come organi pubblici al nostro servizio, il cui scopo è quello di far rispettare sempre la Legge e raccogliere da parte dei cittadini qualunque notizia o sospetto di infrazione della stessa.

Di seguito, a titolo di esempio, il modello di una denuncia che ha come oggetto l’acquisto on-line con pagamento anticipato di un articolo che si credeva disponibile presso il venditore al momento dell’acquisto; il venditore a distanza di una decina di giorni – e dietro sollecito dello spazientito cliente – comunicava che l’articolo presentava un problema di reperibilità e proponeva lui – per più di una volta – una nuova data per la consegna dello stesso, molto in avanti nel tempo; in alternativa, proponeva al cliente il recesso dell’ordine e quindi il rimborso.

Nel frattempo però l’articolo in questione era ancora disponibile all’acquisto sul sito web del venditore, il quale approfittava della buona fede dell’acquirente e si faceva forte del pagamento anticipato di questi per prendere tempo e ritardare anche il rimborso, che non avveniva entro i termini previsti dalla legge.

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DENUNCIANTE: nome e cognome

Il sottoscritto [nome e cognome], nato a [luogo e data di nascita] e residente a [comune di residenza], in via [………..], codice fiscale [xxxxxxxxxxxxxxx]

DENUNCIA

La società [xxxxxxxxxxxx], con sede legale in via [xxxxxxxxxxxx] e con sede operativa in via[xxxxxxxxxxxx], partita IVA [xxxxxxxxxxxx] per non aver eseguito il rimborso di euro [xxxxxxxxxxxx] nei tempi previsti dal contratto di acquisto (giorni 30), a seguito della mancata consegna e quindi del recesso comunicato dall’acquirente al venditore in data [xxxxxxxxxxxx] a mezzo posta elettronica, acquistato on-line sul sito [xxxxxxxxxxxx] e pagato il giorno stesso dell’acquisto a mezzo bonifico/carta credito, avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx].

DESCRIZIONE DEI FATTI

Il giorno [xxxxxxxxxxxx] acquistavo sul sito web [xxxxxxxxxxxx] l’articolo [xxxxxxxxxxxx], per un valore di euro [xxxxxxxxxxxx]. Pagavo immediatamente, a mezzo carta di credito/bonifico. Al momento dell’acquisto, il tempo di consegna indicato era di[xx] giorni lavorativi, come per molte altre cose in vendita sul sito, e un led verde a fianco dell’articolo lasciava chiaramente intendere che l’oggetto era disponibile immediatamente o che comunque non presentava problemi di disponibilità.
Per la spedizione, sceglievo di ricevere l’articolo a mezzo [xxxxxxxxxxxx]. Il giorno [xxxxxxxxxxxx], a [xx] giorni dall’ordine – senza aver avuto ancora nessuna notizia da parte del venditore relativa a problemi di reperibilità dell’articolo da me acquistato – pensavo bene di inviare una comunicazione a mezzo email per sapere a che punto fosse la lavorazione dell’ordine.

Di seguito, ottenevo questa risposta, che cito integralmente:

Citare la comunicazione email

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

xxxxxxxxx

Dopo alcuni giorni, controllando lo stato dell’ordine sul sito, verificavo che la spedizione era stata finalmente prevista per il giorno [xxxx]. Quel giorno, un lunedì, non arrivava nessun corriere a consegnarmi l’articolo. Rassegnato, attendevo ancora altri [xx] giorni; quindi inviavo una nuova email di sollecito per avere almeno una nuova, indicativa data di consegna.

In data [xxxx] inviavo un nuovo sollecito, sempre a mezzo posta elettronica, dove chiedevo una data certa per la consegna dell’oggetto da me acquistato in data [xxxx].

Ricevevo questa risposta:

[esempio di comunicazione email che propone il recesso e quindi il rimborso]

Gentile Cliente,
Ci dispiace informarvi che [xxxxxxxx].
Le comunichiamo che la consegna è prevista entro il [xxxxx] come indicazione da parte del nostro fornitore principale. Se fosse invece intenzionato a disdire l’ordine può mandare tranquillamente una e-mail al nostro staff del recesso all’indirizzo [xxxxxxxxxxxx]
Rimaniamo a vostra completa disposizione.

Il venditore mi proponeva una nuova data di consegna, in data [xxxx]. Considerando che il mio acquisto era avvenuto in data [xxxxxxxxxxxx], il ritardo complessivo ammontava a circa [xxxx]. In alternativa, mi veniva proposto di chiedere il rimborso, che avrebbe richiesto una attesa massima di giorni 30.

Il Codice del Consumo, infatti, all’articolo 67 (ulteriori obbligazioni delle parti), infatti recita:

4.Se il diritto di recesso e’ esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista e’ tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e’ venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=56)

Il venditore quindi, invitandomi a chiedere il rimborso e non offrendomelo invece a titolo di risarcimento per tutto il disagio arrecatomi, approfittava del più lungo tempo di attesa previsto per legge; sarebbe stato chiaramente opportuno da parte del venditore – che era nel difetto di non possedere l’articolo vendutomi come disponibile – offrire egli stesso il rimborso. Così facendo, il venditore guadagnava ancora 15 giorni di tempo per effettuare il rimborso. Nel caso infatti fosse stato il venditore a proporre il rimborso, i giorni di attesa massima si sarebbero infatti per legge ridotti a 15.

A questo punto, venendo meno da parte mia il rapporto di fiducia con il venditore, decidevo di ufficializzare la richiesta di rimborso con una lettera di messa in mora, spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE E IN OGNI CASO INGANNEVOLI

Il sottoscritto ravvisa la presenza di pratiche commerciali scorrette e in ogni caso ingannevoli da parte del venditore. Esiste infatti corrispondenza tra quello che afferma l’articolo 23 del Codice del Consumo e il modus operandi del venditore in oggetto.

L’articolo in questione vieta espressamente di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di articoli che non si possiedono al momento e che comunque presentano una certa difficoltà di approvvigionamento, per indurre il cliente all’acquisto approfittando della sua buonafede.

Il Codice del Consumo, nel Capo II, Pratiche commerciali scorrette, alla sezione I, paragrafo e, recita: 

Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli Articolo 23:

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

a) OMISSIS

b) OMISSIS

c) OMISSIS

e) invitare all’acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l’esistenza di ragionevoli motivi che il professionista puo’ avere per ritenere che non sara’ in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantita’ ragionevoli in rapporto al prodotto, all’entita’ della pubblicita’ fatta del prodotto e al prezzo offerti;

(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=55)

Ad avvalorare la tesi della pratica commerciale scorretta utilizzata con frequenza ci sono le tantissime testimonianze di altri clienti, che su numerosi “blog” o “forum di discussione” lamentano gli stessi problemi da me riscontrati col venditore in questione. Non è affatto difficile trovarne su internet, digitando su un qualunque motore di ricerca il nome del venditore come parola chiave.

Inoltre, a ulteriore riprova della malafede del venditore, c’è il fatto che l’articolo in questione, dal giorno dell’acquisto a tutt’oggi, risulta DISPONIBILE per l’acquisto on-line alle stesse condizioni che in forma privata sono state negate.

PER TUTTO QUANTO SOPRA DESCRITTO IL SOTTOSCRITTO

ritiene di essere stato vittima di un raggiro da parte dei responsabili della società xxxxxxxxxxx e chiede che venga instaurato un procedimento penale onde ottenere la loro punizione secondo i termini di Legge nei confronti delle persone che si ritenessero responsabili dei fatti. Chiede inoltre il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei fatti esposti.

[opzionale] Alla presente si allega la lettera di messa in mora spedita con raccomandata A/R indirizzata alla società xxxxxxxxx recante data xxxxx e ricevuta dal signor xxxxxxxxxxx in data xxxxxxxxxx. Si allegano inoltre copie delle comunicazioni email intercorse tra le parti dall’inizio del contratto di acquisto a oggi, dalle quali si evince la conferma di avvenuto pagamento dell’articolo acquistato e i solleciti inviati per la mancata ricezione dello stesso da parte dell’acquirente.

Luogo e Data                                                                                                            In fede [nome e cognome]

Written by Bartleby

27 agosto 2010 at 10:40

GRANBAZAAR.IT: SECONDO ROUND. IL RIMBORSO

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…questa è la seconda parte del mio racconto. Clicca qui per leggere la prima parte

granbazaar.it

GRANBAZAAR.IT: 45 GIORNI DI ATTESA AND COUNTING

21 Luglio 2010, ore 15:00: a mese e mezzo dall’acquisto del mio obiettivo fotografico da Granbazaar.it e dopo svariati tentativi telefonici e epistolari per  sapere che fine avessero fatto i miei soldi, ricevo questa email, che copio e incollo qua:

Gentile Cliente
Ci dispiace informarvi che al momento della vostra richiesta di ordine il/i prodotto/i, come da nostra comunicazione,
risultavano essere disponibili presso il nostro fornitore.
Al momento stesso della richiesta, il prodotto purtroppo risultava in approvvigionamento.
In questi giorni l’uffico acquisti ha provato a receperire l’articolo presso altri fornitori, ma senza risultati positivi.

Le comunichiamo che la consegna è prevista entro il 13 Agosto come indicazione da parte del nostro fornitore principale.

Se fosse invece intenzionato a disdire l’ordine può mandare tranquillamente una e-mail al nostro staff del recesso
all’indirizzo
recesso@granbazaar.it

Rimaniamo a vostra completa disposizione

Federico
Gestione Ordini

Granbazaar srl – E-commerce
Sede legale: Via monte parioli 6, 00197 Roma
Sede operativa: Via di Portonaccio 106, 00159 Roma
Tel 06.96.52.17.00

Mi propongono una nuova data di consegna, il 13 Agosto. Considerando che il mio acquisto è avvenuto il 6 Giugno, parliamo di due mesi e una settimana di ritardo, circa 70 giorni. A questo punto, chiaramente, sia la mia pazienza che la mia fiducia sono terminate. E se anche fosse: chi può credere alla storia di un corriere che in Italia bussa alla tua porta due giorni prima di ferragosto? Liberissimi di farlo, ci mancherebbe, ma a me manca questo slancio di cieco ottimismo, quindi decido di tirare il freno.

PRIMO ABUSO

OCCHIO AL RIMBORSO.
SONO NECESSARI 15 o 30 GIORNI A SECONDA SE A CHIEDERLO E’ IL VENDITORE O IL CLIENTE.
(è l’ennesima fregatura, impunito guizzo di sfacciataggine)

In alternativa, posso chiedere il rimborso: infatti mi invitano a farlo. E’ già, perchè come descritto nel contratto, se sono loro a chiederlo per indisponibilità della merce, sono obbligati a restituirmi i soldi entro 15 giorni. Se invece sono io a chiederlo, i tempi si allungano a 30 giorni, come se in qualche modo la colpa di quanto accaduto fosse ascrivibile al cliente.

Il codice del consumo (http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Itemid=56) all’articolo 67 (ulteriori obbligazioni delle parti), infatti recita:

4. Se il diritto di recesso e’ esercitato dal consumatore conformemente alle disposizioni della presente sezione, il professionista e’ tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra. Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista e’ venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

Chiaro no? GRANBAZAAR ovviamente si scusa (non costa nulla) a parole, ma lascia al cliente l’iniziativa di chiedere il rimborso.

Così facendo, GRANBAZAAR guadagna ancora 15 giorni di tempo per effettuare il rimborso.

IN PRATICA, HO PRESTATO 330 EURO A GRANBAZAAR.IT PER OLTRE DUE MESI A TASSO ZERO.

A questo punto della storia però ho preso una decisione: annusando la malafede, ho deciso di corredare la mia richiesta di rimborso con la messa in mora.

LA MESSA IN MORA

L’articolo 1219 del codice civile sancisce il diritto del creditore di mettere in mora il debitore per mezzo di una comunicazione scritta fatta pervenire a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La messa in mora e’ una procedura per intimare ufficialmente alla controparte (che non rispetta il contratto) un determinato adempimento. E’ importante ricordare che la controparte e’ il soggetto col quale si e’ concluso il contratto, quindi occorre non farsi rimandare ad altri soggetti.

Di seguito il fac-simile per la sua compilazione:

Mittente: Dati personali, indirizzo, numero di telefono
Spett: VENDITORE (Specificare ragione sociale, indirizzo completo)

Città e data

Oggetto: Richiesta pagamenti dovuti per ogg. N. acquistato il xxxx su ebay. It presso nick venditore….E MAI SPEDITO E messa in mora.

Egr. Venditore,
con la presente, io sottoscritto XXXXXXXXX, cod. fisc. XXXXXXXX, richiede
l’immediato pagamento di quanto dovutomi a seguito dell’acquisto di (ripetere contenuto scritto in oggetto) xxxxxxxxxxxxx effettuato in data xxxxxxxxxxxx con bonifico o altroxxxxxx.
Tale importo ammonta ed euro xxxxxx (cifra in lettere)
La presente vale altresì quale messa in mora del debitore ai sensi degli art. 1219 e seguenti del codice civile.

Non ricevendo il pagamento e vostra risposta entro 10 gg. dal ricevimento della presente alle coordinate sotto riportate, mi vedro’ costretto a rivolgermi alle autorita’ competenti al fine di poter risolvere questa posizione che e’ rimasta invariata ormai da un un mese, nonostante ripetute mie richieste e nonostante promesse telefoniche opportunamente registrate, da parte vostra mai mantenute.

Pagamento da effettuarsi con Bonifico alle seguenti coordinate:

VOSTRA BANCA (ACQUIRENTE)
C/C xxxxxx intestato a xxxxxxxxxxxxx
ABI xxxxxxxx
CAB xxxxxxxx

Oppure tramite assegno bancario o circolare non trasferibile o vaglia non trasferibile intestato a xxxxxxxxxxxx + vostro recapito indirizzo!
Si allega alla presente copia del pagamento effettuato (potete anche non allegare nulla!!!)

Nella speranza di una vostra pronta risposta, si porgono i piu’ Cordiali

Saluti.
In fede.
(nome acquirente e firma)


GRANBAZAAR mi ha già scritto (via email) confermandomi di aver accettato la mia richiesta di rimborso. Io però la raccomandata l’ho scritta lo stesso, l’ho firmata e l’ho spedita, con ricevuta di ritorno. Se dovessero passare più di 30 giorni -non si sa mai – saprò di essere nel diritto di rivolgermi ai carabinieri per sporgere querela. E l’ho fatto anche perchè, durante le ricerche di questi giorni, ho letto in molti forum che tanta gente ha atteso ben più di un mese per riavere i soldi da GRANBAZAAR.IT.

Ma, ovviamente, non posso accertare la verità di tutto quello che leggo in giro per la rete; posso però facilmente dedurre una cosa: non sono l’unico a aver subito questo trattamento da questi signori, anzi. Il sospetto è che questo loro modo di agire sia una pratica frequente per approfittare di vantaggi economici sia in termini di aumento delle vendite (nella migliore delle ipotesi, quando cioè queste vanno a buon fine) che di gestione di una liquidità extra (quando invece il cliente non ha pazienza e chiede il rimborso, nel caso peggiore).

SECONDO ABUSO

In pratica loro mettono in vendita articoli che non possiedono fisicamente nel loro magazzino, ma che possono reperire da venditori internazionali a prezzi molto bassi, trovandosi però spesso a dover fare i conti con tutta una serie di incognite: problemi di trasporto, ritardi nelle spedizioni, blocchi doganali e quant’altro possa rendere complicata una transazione internazionale.

Ovviamente tutti questi rischi se li assume in teoria chi gestisce questo genere di attività; in pratica però è sempre il cliente finale, che non è assolutamente in grado di valutare tutte queste problematiche perchè semplicemente non ne è al corrente, a subirne le conseguenze.

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE (E IN OGNI CASO INGANNEVOLI)
COSA DICE IL CODICE DEL CONSUMO?

Insomma, possibile che si debba cadere in queste trappole senza avere la possibilità di difendersi? Possibile che GRANBAZAAR.IT possa continuare a vendere impunemente cose che non ha, ingannando il cliente con finte disponibilità salvo poi scusarsi a parole e, nel caso di rimborso, godere comunque di un prestito a zero spese da parte del malcapitato cliente?

Vediamo cosa dice al riguardo il Codice del Consumo, nel Capo II, Pratiche commerciali scorrette, alla sezione I, paragrafo e.
(http://www.codicedelconsumo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=55)

Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli

Articolo 23:

1. Sono considerate in ogni caso ingannevoli le seguenti pratiche commerciali:

a)……..

b)…….

c)………

e) invitare all’acquisto di prodotti ad un determinato prezzo senza rivelare l’esistenza di ragionevoli motivi che il professionista puo’ avere per ritenere che non sara’ in grado di fornire o di far fornire da un altro professionista quei prodotti o prodotti equivalenti a quel prezzo entro un periodo e in quantita’ ragionevoli in rapporto al prodotto, all’entita’ della pubblicita’ fatta del prodotto e al prezzo offerti;

Esiste una buona corrispondenza tra quello che afferma questo comma dell’articolo 23 del Codice del Consumo e il modus operandi di venditori come GRANBAZAAR. L’articolo vieta espressamente di trarre vantaggio dall’esporre prezzi troppo competitivi di cose che non si possiedono e che comunque presentano una certa difficoltà di approvvigionamento per indurre il cliente all’acquisto.

QUINDI A QUESTO PUNTO LA DOMANDA E’: QUELLA CHE E’ CAPITATA A ME E’ STATA SOLO UNA COMPRAVENDITA SFORTUNATA O E’ LA CONSEGUENZA DI UNA PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA?

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